venerdì, 10 ottobre 2008
OGGI E' UNA GIORNATA SBAGLIATA
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categoria:linda, attimi passeggeri
giovedì, 09 ottobre 2008
PARLIAMONE ANCHE QUI DI BLOGSFERA

Ieri sera, Nemo ed Occhidaorientale nella loro intervista, per chi lo volesse c'è il podcast ( contiuo a vergognarmi della mia voce emozionata e tremante), mi hanno chiesto come concilio real life e blog life. Io mi sono arzigogolata in un discorso sul tempo che modifica lo scrivere, sulla voglia di comunicare, su studenti che non devono mai e poi mai approdare a queste pagine ed amicizie.
Perchè, poi, ripensandoci mentre andavo a letto, sorridendo tra me, con quello aria di chi si prende bonariamente in giro, mi sono detta che questo blog sempre di più buca lo schermo e passa nel reale. Soprattutto perchè senza voi che leggete io avrei smesso di scrivere da un pò e sarei tornata al diario segreto, quello profumato e con le chiavette, perchè infondo ho sempre inteso la scrittura come un incontro tra io e un tu.
Anche nell'alta letteratura vedo questo scambio tra chi scrive e sa di scrivere e chi legge con più o meno interesse.
Dal mio particolare al generale il passo e breve almeno nel pensieri e sulla blogpalletta si scrive e si dice tutto e il contrario di tutto.
Contenuti si, contenuti no.
Barcamp si, barcamp no.
Tumblr si, Tumblr no.
Reblog si, reblog no.
Classifiche si, classifiche no.
Giochiamo a scambiarci i link.
Io personalmente leggo, rielaboro e non partecipo alle varie bagarre.
Scelta voluta.
Semplicemente perchè credo che ognuno possa intendere la cosa - blog, blogsfera e quant'altro- come crede, con personalità, attrattiva, passione e se vuole anche disimpegno o puro cazzeggio.
Però vi dico anche che ho letto da lei e da lei dei contributi ai vari dibattiti che sono ragionati e accorti.
E visto che ci siamo lui fa passare l'iniziativa di lei, che mi sembra cosa buona e giusta.
(percui click come al solito, ormai avete imparato).

Non conto un cazzo

Concludendo, io continuo per la mia strada così come ho iniziato, con piacere per la scrittura, (piena di refusi tra l'altro) con eclettismo e soddisfazione.
mercoledì, 08 ottobre 2008
QUANDO ?

Come facciamo a sapere quando qualcosa è in eccesso ... quando è troppo presto ... quando si parla troppo ... quando ci si diverte troppo ... quando c'è troppo amore ... quando si chiede troppo ... e quando qualcosa è troppo per noi ...

Come facciamo a sapere quando qualcosa è poco per noi ... quando è troppo piccolo ... quando è troppo complicato ... quando le sensazioni non bastano ... quando ci sono troppi muri ... quando non ci viene chiesto niente ... quando qualcosa non ci basta e non vogliamo farcela bastare ...

QUANDO ?
postato da: clindina alle ore 21:59 | Permalink | commenti (8)
categoria:linda, attimi passeggeri
mercoledì, 08 ottobre 2008
NELLE MANI DELL'ULTIMO PADRONE

La Gelimini dice: "Più che una riforma, la mia credo sia una manutenzione della scuola, che rimetta al centro la sfida educativa in collaborazione stretta con la famiglia [...] c'è uno sforzo in atto da parte del governo per riqualificare la spesa [...] con un riposizionamento delle risorse".

Secondo voi lei ha mai visto una scuola da di dentro. Almeno negli ultimi dieci anni.

Vi rispondo io: NO.

La sfida educativa non si vince con tagli alla scuola, con riduzione dell'organico e l'aumento delle ore d'insegnamento per insegnante.
La tuttologia non è sicuramente la strada migliore per l'educazione.
Le ore extra di insegnamento poi non verranno pagate dal ministero, ma dai fondi d'istituto.
Giusto per farvi capire la situazione paradossale io sto aspettando di essere pagata per attività svolte a gennaio, ma quei fondi non sono ancora arrivati.
(Gli insegnanti come nessun altro campa d'aria)
La sfida educativa non si vince neanche con il blocco del turn over e delle immissioni in ruolo.
Ci sono docenti che non ne possono più di stare a scuola. Erano motivati e partecipi a 40 anni non più a 60.
(Loro stessi lo ammettono guardato me giovane e determinata, sapendo che loro dovranno restare e io cambierò istituto ogni anno per chi sa quanto).
Viene annientato uno dei fondamenti della pedagogia scuolastica: la continuità didattica.
La sfida educativa non si vince neanche preoccupandosi dei grembiulini da libro cuore, dei voti in condotta o dello studio degli statuti regionali.
Certe cose agli alunni entrano da una parte ed escono dall'altra.
I bulli rimarranno bulli, i secchioni rimarranno secchioni e i fighetti rimarranno fighetti.
La sfida educativa non si vince neanche dando più potere alle famiglie, perchè dandolo a loro lo togli al corpo docente che già manca di autorità e autorevolezza.
Ho chiamato a casa una mamma perchè la figlia non fa i compiti e la risposta è stata "lasci correrre che tanto è intelligente."
Ho convocato il padre di un bambino perchè è aggressivo con i compagni, il padre è più aggressivo del figlio.

Ma io vivo le cose da dentro una scuola e non da dentro un ministero.
Io lavoro ancora con i pennarelli mica con le lavagne multimediali.
Io vado a scuola talvolta spettinata mica finisco sui paginoni di Vanity fair.

La differenza sta proprio nel punto di vista.
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categoria:scuola, società
martedì, 07 ottobre 2008
PHOTOPOST

Attimi di me in una mattina autunnale



Sul mio comodino ...



Cosa mi porto a scuola (per sopravvivere)
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categoria:moda, scuola, linda
lunedì, 06 ottobre 2008
STORIE DI QUESTO LUNEDI'

E' lunedì.
A prescindere dovrebbe essere il giorno del rientro a lavoro dopo il fine settimana.
Però dovrebbe essere anche il mio giorno libero visto che lavoro di sabato.
Ma questo però non accade.
Da un mese a questa parte io per un motivo o per un altro sono sempre a scuola nel pomeriggio.
Così si cancella il giorno del mio riposo settimanale.
E visto che "sono giovane e devo soffrire" fino a gennaio vivrò in questa strana condizione.
A casa la mattina, ma nel pomeriggio dovrò svolgere un'attività comunque scolastica.
Per fare ciò non ci sono altri giorni disponibili ed io devo concludere il mio monte orario settimanale.
Il mio contratto prevede 18 ore di lezione frontale, in classe però io ne faccio solo 12.
Le altre 6, per com'è strutturata la didattica alle medie, sono a disposizione.
Difatti faccio una mensa, due ore di alternativa e un'ora di informatica. Per un totale di 4 ore.
Le altre due rimarrebbero scoperte.
Dovrei appunto recuperarle il lunedi pomeriggio.
Per chi non è avvezzo alla scuola, essere in classe tra le 12 e le 18 ore impone il doppio se non il triplo delle ore di lavoro a casa tra programmazione e verifiche.
In più ci sono consigli, collegi, monodisplinari e ore sparse varie.
Anzi son più le ore extra, se provi a far bene il tuo lavoro, che non quelle effettivamente conteggiate.
Tutto questo per dirvi che mi sento un pò la figlia della gallina nera.

Le altre note della giornata.

- L'assessore alla cultura del paese dove lavoro è un tipo figo, ovvero interessante e gradevole, se poi mi fa gli occhi dolci durante una riunione noiosissima riesce a farmi trovare il lato piacevole di un lungo pomeriggio di chiacchiere inutili.

- La tv ha censurato la pubblicità di Rocco e le patatine ma ci fa sentire gli ansimi mentre spogliano un noto biscotto al cioccolato.

- La coinquilina potrebbe diventare sceneggiatrice di punta di "Un posto al sole" ed io di "Grey's Anatomy".

- Il miracolo di vedere tutti e dico tutti i vestiti nell'armadio e non nelle scatole/valigie non ha prezzo. Ora mi sento veramente a casa, e poi ci sono Mastroianni e Audrey appesi alle pareti oltre decine di mie foto.

- Mi sto stranendo dietro a mail di viaggi europei. Son sicura che ne valga la pena.

- La cosa più importante è che due matti, Nemo e Occhidaorientale, mi hanno chiesto di intervistarmi per la loro trasmissione, Scusa, hai un fazzolettino? , in onda su RadioNation questo mercoledi. Fossi in voi non me lo perderei. Non per me, ma per i due matti.
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categoria:scuola, amicizia, internet, assurdità, linda
domenica, 05 ottobre 2008
In questi giorni chissà perchè dei ricordi sedimentati ed un pò nascosti sono riemersi lasciandomi con il sorriso o l'amaro in bocca.

In tangenziale per un secondo mi è sembrato di essere sul Grande Raccordo Anulare.
Le chiacchiere con Giorgia.
I cambi d'abito in autogrill.
L'ingorgo di quella sera.
Le sigarette fumate in macchina.
Casalotti Boccea.
L'uscita per la Tiburtina.
Il traffico delle sei di sera.
La strada libera alle sei di mattina.

Passeggiare con Frà e Gilda per raggiungere il ristorante a Bologna.
La pioggia e i portici di due inverni fa.
Gli occhi che bruciavano tutte le sere.
Una città che mi faceva affogare.
Il disastro della mia prima casa da sola.
I saldi in via Indipendenza.
Le bancarelle della Montagnola.
I ristoranti etnici e le sere alcooliche.
Risiko e L-india.

Montare lampade e cornici appena comprate all'Ikea.
Il mio primo "lavoro".
Ore passate con manifesti cinematografici antichi e disegni di Fellini.
Provare a fare più del mio meglio, inventarmi come archivista, informatica, segretaria, assistente personale, sceneggiatrice e molto altro.
Vetri rotti e pochi graffi.
La provincia di Pisa, una vecchia fabbrica riadattata e un bugigattolo polveroso.
Le soddisfazioni, l'orgoglio, la pratica tra verità (poche) e bugie (troppe).
Riempire grandi cornici, all'inzio con una "guida" poi con autonomia che cominciavo a meritare.
Un sogno infranto, anzi due.
Crescere di botta nell'arco di un mese.

Mettersi ai fornelli con un grembiulino con i fiori.
Regalo di lui, il mio vero ex.
Tra gioco e promessa.
Cucinare uno dei piatti che più lo entusiasmavano.
I sospiri per una porta mai aperta.
I sorrisi per chi ama.
Le lacrime di chi si allontana.
Una scottatura, un segno invisibile. Solo io so che c'è.
La mia casa in sicilia, una terrazza e delle vecchie pentole. Proprio quelle di mia nonna.

Ricordi.
Ce ne sarebbero altri.
Non dimentico niente.
Per natura e forse per volontà.
Non ho più paura.
Anzi.
Ho veramente fatto pace con tutto.
Vivo meglio.
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categoria:passato, futuro, linda
sabato, 04 ottobre 2008
I MIEI "CUCCIOLI" MI VEDONO COSI' ... (parte prima)

Non si dovrebbe, ma vi faccio leggere alcune frasi estratte dai temi dei miei alunni.
Qualche giorno fa ne hanno combinata una grossa e come punizione a casa hanno ricevuto una composizione in cui raccontare e descrivere tre insegnanti e di tre compagni.
Ecco quello che alcuni di loro pensano di me:

 - Ella è simpatica e divertente, e tutte le volte che deve scrivere alla lavagna deve salire su una sedia perchè non ci arriva.
Porta gli occhiali e spiega bene, urla quando ce n'è bisogno.

- è la prof. di lettere, è di statura media, porta gli occhiali e non capisco perchè tiene sempre i suoi capelli raccolti in una coda.
Quando spiega fa sempre degli esempi per farci capire meglio e tante volte sono esempi molto divertenti, forse perchè è un insegnante giovane.

- è una delle prime insegnanti che ho conosciuto e mi piace molto come insegna e le cose che ci fa fare. Ad esempio ci tratta "da grandi" e ci spiega degli argomenti difficili come la comunicazione. E' molto simpatica, sempre sorridente, ma quando si arrabbia non ve la consiglio.

- è la mia professoressa di lettere, la prima volta che l'ho vista non la sopportavo e dopo averla conosciuta meglio mi sta simpatica ed è gentile, ma io faccio il birichino ancora.

- è dolce e gentile, bella, simpatica, generosa e alle volte è lunatica (come oggi 1 ottobre perchè ci ha dato un compito di punizione). Ci insegna antologia, grammatica ed informatica ed è molto perfettina, ci controlla i quaderni in continuazione. A me piace anche perchè mi fa molti complimenti.

- non è tanto alta, è magra e molto giovane. Ha un viso ovale e i capelli marroni, porta gli occhiali e si veste sempre elegante, ma con un pizzico di moderno. Lei mi piace come insegnante perchè unisce la simpatia alla severità e lo fa per in nostro bene. Poi ci ripete le cose tante e tante volte per farci capire per bene, vuole che noi ci svegliamo.

- è simpatica va ti dico la verità, proprio a te, non ti puoi sempre arrabbiare se non facciamo i compiti.

- sembra tanto docile, ma quando si arrabbia perchè non fai i compiti o fai troppa confusione, ti manda un urlo che non ti immagini.

- ha i capelli lunghi e mori, è di altezza normale e mi piace molto come si veste. Ha un carattere a volte allegro e a volte serio, non è molto paziente ma è gentile, quando si arrabbia con qualcuno prima alza la voce e poi da i compiti di punizione a tutta la classe. E' molto chiara nelle spiegazioni e trova il modo di farci capire le cose anche se ogni tanto c'è troppa confusione. Ad esempio quando ha spiegato la comunicazione ci ha detto che noi siamo le sue interferenze preferite.



Dopo quello che ho scritto ieri è sempre più evidente, che il lavoro di interiorizzazione e modifica del mio metodo didattico debba continuare. Faccio fatica, ma la faccio per qualcosa di buono, per qualcosa in cui credo fermamente.
Pubblicare qui questi estratti non è un modo per lodarmi come docente,  non serve a dire "guarda come sono brava", ma, per ricordarmi che la cosa più importante della scuola sono gli alunni. Solo gli alunni. Nessun decreto, nessun ministro, nessuna premiazione o declassazione potrà modificare questo principio.
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categoria:scuola, scrittura, linda
venerdì, 03 ottobre 2008
 
PERCHE' E' COSI' ?
 
Sono a scuola.
Due ore buche.
Brividi di freddo ed occhi lucidi.
Una perfida consapevolezza.
A me non piace, o forse non riesce, insegnare alle scuole medie.
L'anno passato tutto mi sembrava naturale, come se l'avessi fatto da sempre.
Per adesso invece passo ore e ore a programmare, a far verifica con i colleghi, a usare fantasia su fantasia per le lezioni e soprattutto a ripetere centinaia di volte le semplici informazioni su come si usa il quaderno o su come voglio che sia impostata una pagina.
Questo mi fa male.
Non perchè voglio insegnare letteratura (e sti cazzi, le ore nella mia quinta mi mancano parecchio) ma perchè non riesco a trovare il modo per comunicare con i miei alunni. Se urlo è inutile, se faccio la coccolosa è inutile, se con pazienza zen mi accosto a loro non funziona.
Sono demoralizzata e questo si vede, e soprattutto è una sensazione che sul lavoro non mi aveva mai colta, percui la vivo ancor peggio.
Per me i vari lavori, lavoretti e volontariati sono sempre stati momenti in cui ero perfettamente a mio agio, istintivamente sapevo come fare, cosa fare e come comportarmi.  Al cinema ad esempio sono bastate due ore per prendere le misure sui miei compiti e due giorni per capire che potevo e volevo fare meglio.
Anzi credo che in alcuni casi questa, chiamiamola attitudine, sia stata la mia più grande pecca, difatti mi ha portato antipatie e gelosie, in quanto  veniva scambiata, troppe volte con cattiveria e malizia, per smania di potere e presenzialismo.
Adesso è diverso, mi sento stranita.
Faccio fatica a fare il carabiniere che deve dare le punizioni o sbattere fuori dall'aula, o la baby sitter che con fare zuccheroso dice che non va bene.
Faccio fatica trascorrendo ore a lavorare a gruppo per fare cartelloni (con l'idea che l'immagine vale più della parola) o accompagnando orde di barbari a mensa quando non hanno chiare le poche regole di comportamento, facendo sostituzioni in classi che non hanno voglia di far niente, anche se sono in terza ed hanno gli esami.
Spero che questo sentimento strano e quasi doloroso passi, anche perchè qui si parla di anni.
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categoria:scuola, passato, futuro, linda
giovedì, 02 ottobre 2008
Mi domando se sia solo fortuna o caso.
O se alle volte c'entra anche il merito.

Oggi mi sono fatta tagliare i capelli dalla coinquilina e sto cambiando colore, un nero tendente al blu (speriamo bene).
Si dice che quando una donna ha voglia di novità o di voltare pagina agisce sulla propria chioma. Io, però, me ne rendo conto, l'unico problema irrisolto che mi porto addosso è quello con me stessa, e c'entrano prioritariamente delle questioni di merito.


Allora come la mettiamo ???
postato da: clindina alle ore 18:54 | Permalink | commenti (3)
categoria:assurdità, linda, attimi passeggeri